The Black Keys - Brothers, non è meta-musica questa - Indie Rock Reviews @ MantaRay Music
The Black Keys - Brothers, non è meta-musica questa — Brothers , Dan Auerbach , The Black Keys — Indie Rock Reviews @ MantaRay Music

venerdì 13 agosto 2010

The Black Keys - Brothers, non è meta-musica questa

Perso nel mare magno dei generi e degli strani mix di contaminazioni, mi aggrappo a Brothers, ultimo lavoro dei Black Keys. E' un po' come leggere un bel romanzo poliziesco dalla trama solida e ben congegnata, dopo aver vagato nella sperimentazione letteraria di qualche meta-romanzo. Non so se esiste la meta-musica, ma non è questo il caso. La chiave di lettura è di facile interpretazione: blues-rock-soul, nell'ordine che preferite voi. Niente di più classico. Quanto di più rassicurante. Frasi allarmanti per quelli che non trovano piacere nel passato, ma Brothers non è un album banale o già ascoltato. E' più "semplicemente" un lavoro sentito, con un sound tosto e pieno che quando sei in macchina ti viene voglia di alzare il volume e abbassare i finestrini. Sono buzzurro, ma la verità è che non capita spesso ai moderni collezionisti di indie-music, di potersene andare in giro con lo stereo "a palla". Le note di qualche gruppo neofolk / country, di quelli che vanno di moda adesso, non renderebbero alla stessa maniera. Ehi! Oh!!!! Senti come pompano i Fleet Foxes!!! No, eh...? Bisogni primordiali troppo spesso frustrati. Comunque, per farvi un'idea, sappiate che i Black Keys sono stati spesso accostati ai veraci The White Stripes. Il paragone è abbastanza azzeccato visto che il biotipo dei due gruppi è simile: chitarra-voce (Dan Auerbach), batteria (Patrick Carney) e un muro di suono che non pensi possa venire fuori da due soli cristiani. Guitar & Drum come i signori White, ma con un sound più brutale, ruvido e pieno di contaminazioni "black" che, con mia grande goduria, ho potuto assaporare sparse in tutto l'album. Prego ascoltare lo spiazzante falsetto di Auerbach nella traccia di apertura, Everlasting Light, e anche tutto il resto del CD ;-)

3 commenti:

  1. Ma si, sono un buon gruppo i Black Keys, anche se molto blues e raramente rock, nel complesso più tranquilli che scatenati.
    Di certo si sente che amano gli anni '60 e, tiro a indovinare, certa musica soul.
    Il paragone coi White Stripes a mio avviso non regge molto a parte la formazione: il sound dei Black Keys (brutale?) è bello pieno ma molto più morbido, prodotto e raffinato, i punti in comune tra le 2 band alla fine sono rari (My Next Girl è sicuramente uno di questi).

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  2. bei suoni, bella chitarra, batteria tosta, anche bella voce ed affiatamento.

    purtroppo mancano le canzoni ...

    white stripes, a parte il gioco di chitarra e batteria, non sono paragonabili ... lì si parla di genio assoluto

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  3. sono d'accordo del tutto. però aggiungo che la voce non mi piace, molto impostata e poco rock.

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